PROMETEO


GREEN PASS: NUOVI ADEMPIMENTI PRIVACY
NEL SETTORE PRIVATO

Le nuove norme 2021-2022 per il controllo del Green Pass nei luoghi di lavoro pubblici e privati hanno sollevato qualche criticità da parte del Garante Privacy, soprattutto da quando la legge 19 Novembre 2021 ha introdotto la possibilità per i lavoratori di consegnare copia della propria certificazione verde al Datore di Lavoro per semplificare la verifica dello stesso.

Contenuti

Green Pass: Legge 19 Novembre 2021

La Legge 19 novembre 2021 n. 165 è una Legge di conversione con modifiche del Decreto Legge n.127/2021 recante misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVD-19 e il rafforzamento del sistema di screening.

 

Tale Legge ha introdotto la possibilità per i lavoratori nel settore privato di poter “richiedere di consegnare al proprio datore di lavoro copia della propria certificazione verde COVID-19” al fine di semplificare e razionalizzare le verifiche della certificazione

Cosa succede se consegno copia del Green Pass?

I lavoratori che consegnano la predetta certificazione saranno esonerati dai controlli da parte dei rispettivi Datori di Lavoro per tutta la durata della validità del certificato stesso.

Le criticità sollevate

In data 11 novembre 2021 il Garante Privacy aveva presentato al Parlamento una segnalazione sulle criticità di tale emendamento in ambito privacy (di seguito il link per poter visionare la segnalazione https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9717878).

 

 

Le criticità sollevate riguardavano: 

  • Mancato perseguimento delle finalità di sanità pubblica sottese al sistema del green pass poiché ai fini epidemiologici tale sistema risulta efficace solo se il certificato è soggetto a verifiche periodiche sulla sua persistente validità; 
  • Contrasto con il principio di esattezza dei dati personali (art. 5 del Regolamento Europeo n.2016/679) poiché l’assenza di verifiche durante il periodo di validità del certificato non consentirebbe di rilevare l’eventuale condizione di positività sopravvenuta in capo all’intestatario del certificato; 
  • Violazione del Considerando del Regolamento UE 2021/953 il quale stabilisce che “laddove il certificato venga utilizzato per scopi non medici, i dati personali ai quali viene effettuato l’accesso durante il processo di verifica non devono essere conservati”; 
  • Potenziali effetti pregiudizievoli in ordine all’autodeterminazione individuale(con possibili discriminazioni) in merito alla scelta in ordine alla profilassi vaccinale (desumibile dalla scadenza del certificato stesso)
Inoltre, la consegna del certificato da parte del lavoratore non può neanche considerarsi fondata su un “consenso implicito” poiché in ambito lavorativo il consenso non viene ritenuto un idoneo presupposto di liceità in ragione dell’asimmetria che caratterizza il rapporto lavorativo stesso.

La soluzione del Parlamento

Nonostante le criticità sollevate, il Parlamento ha approvato il testo normativo contenente tale emendamento.

 

 

Da ciò sono conseguiti i seguenti nuovi adempimenti in ambito privacy in capo al Datore di Lavoro:

  1. Dimostrare che la consegna della copia dei green pass sia avvenuta da parte dei lavoratori volontariamente e liberamente; 
  2. Provvedere alla modifica dell’informativa sul controllo del green pass; 
  3. Provvedere all’integrazione del Registro dei trattamenti, inserendo il nuovo trattamento dato dalla conservazione di copia dei certificati; 
  4. Dimostrare che la conservazione della copia dei certificati garantisca la riservatezza e la sicurezza dei dati.

Il prossimo passo

La Società Prometeo è a Vs disposizione qualora vogliate provvedere ai nuovi adempimenti in ambito privacy conseguenti all’emendamento. 

 

Potete contattarci all’indirizzo email info@prometeosrl.it oppure al numero 0376-290408